NASCE CALABUIG

Calabuig nasce nell’ottobre 2014 per presentare romanzi e racconti di lingue e paesi diversi. Dai classici del Novecento mai tradotti in italiano agli autori di oggi, in un vagabondaggio libero e curioso, guidato dalla ricerca di qualità e di sorprese.

Calabuig è una nuova avventura editoriale. Perché Calabuig? È un nome dai mille colori e dalle variopinte suggestioni tra arte e cultura. Al cinema è stato il titolo di un film del 1956, scritto da Ennio Flaiano e diretto da Luis Garcia Berlanga; in musica appare in un album del 1978 di Roberto Vecchioni: Calabuig, stranamore e altri accidenti. “Nei libri sarà un grande spettacolo di fuochi d’artificio, a illuminare le letterature del mondo”, promette il direttore editoriale Mariarosa Bricchi: “Proporremo storie di terre prossime e lontane, racconti dall’Europa, dall’America, dall’Africa, dall’Asia, selezionate per l’eccellenza nella scrittura e per la capacità di riaccendere il gusto e il desiderio della lettura”.

Qualità letteraria e libertà di scelta sono i timoni del nostro nuovo marchio” sottolineano gli editori Vera Minazzi e Sante Bagnoli (Jaca Book),che nasce per accompagnare i lettori alla scoperta di narratori inediti contemporanei e del Novecento destinati a diventare gli scrittori di culto di domani.Sarà privilegiata una politica d’autore che punta a scoprire più opere della stessa penna, e al tempo stesso proporre una ricca varietà di prospettive e provenienze culturali.

 

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Il viaggio di Calabuig parte il 23 ottobre 2014, con la pubblicazione dei primi due titoli: Il romanzo luminoso dell’uruguayano Mario Levrero, poliedrica figura di scrittore, fotografo, libraio, enigmista, e i racconti La signora melograno di Goli Taraghi, grande signora della letteratura persiana, nata a Teheran e residente a Parigi, dove ha ricevuto l’onorificenza di “Chevalier des Arts et des Lettres”.

 

La geografia fantastica di Calabuig si arricchirà con i prossimi titoli: la malinconia luminosa, densamente vitale, di un romanzo breve del francese Dominique Fabre; l’indimenticabile testimonianza sulla Shoah – ormai un piccolo classico – dell’ungherese Ernő Szép; passioni e ossessioni nei personaggi di Yusuf Atilgan, il grande pioniere del romanzo moderno in Turchia; i toni psichedelici della Tokyo descritta dal giapponese Abe Kazushige; le vite di donne e uomini non illustri nell’Egitto di un maestro della narrativa araba come Sonallah Ibrahim. E ancora, i racconti dalla trasparenza misteriosa di Hebe Uhart, ottantenne argentina che per una vita intera, isolata dai circoli letterari, ha scritto solo short stories, delle quali oggi si apprezza in pieno la qualità.