L’uso dell’uomo

«NON SI PUÒ NON RIMANERE INTENSAMENTE COMMOSSI DA QUESTO ROMANZO.»
Claire Messud

«TIŠMA SONDA LE COMPLESSITÀ E LE AMBIGUITÀ DEL COMPORTAMENTO UMANO NELLE TERRIBILI CIRCOSTANZE BELLICHE, TANTO IMPLACABILE NELLA SUA RICERCA DELLA VERITÀ QUANTO COMPASSIONEVOLE NEI SUOI GIUDIZI SUGLI INDIVIDUI.»
Merle Rubin – The Wall Street Journal

«UN ROMANZO ECCEZIONALE, DALLA CONQUISTA NAZISTA DELLA JUGOSLAVIA AL COMUNISMO DI TITO.
TIŠMA, GRAZIE A TALENTO E UMANITÀ, RIESCE A TRASMETTERCI GRANDI IDEALI SENZA SACRIFICARE IL FLUIRE DEL RACCONTO.»

Barbara Finkelstein – The New York Times

 

Tisma_UsoUomo_cover okTraduzione dal serbo-croato di Lionello Costantini
ISBN  978-88-99-06619-2
266 pagine
€ 16.00

DAL 2 MARZO IN LIBRERIA

 

 

 

 

Nella città serba di Novi Sad, nelle vicinanze della frontiera ungherese, tra il 1939 e il ’45 persone legate tra loro da relazioni di parentela e vicinanza sono investite dall’uragano della storia. Un uragano che assume le fattezze della seconda guerra mondiale, catastrofe che investe tutto e tutti, sconvolgendo le vite della facoltosa famiglia ebrea dei Kroner e dei serbi Božić e Lazukić, i cui destini e le cui storie si intrecciano intorno al diario rosso di Anna Drentwenscheck, insegnante di tedesco della cittadina. Vera, Milinko e Sredoje, i tre protagonisti, rappresentano un’umanità che resiste all’orrore e alla follia del nazismo, che non cede il passo senza combattere, che soffre e patisce senza mai smarrire l’amore e l’entusiasmo per la vita. Come nello stile di Tišma, che qui raggiunge la piena maturità stilistica, la loro è una storia di sconfitti: «Penso che ogni vittoria sia falsa – scrive l’autore –. Vera è solo la sconfitta, perché la vita è in definitiva sempre una sconfitta, a meno che non sia, dal principio alla fine, un’illusione. E le illusioni non mi attirano».

 
Dov’è possibile acquistare il libro:

jacaLibreria Jaca Book
Via Frua 11, 20146 Milano (Lun/Ven 9,30-19,30)
Info: libreria@jacabook.it - Tel. 02.485615.20

Dal 3 marzo e nelle migliori librerie italiane

 

UN ESTRATTO

«Sredoje Lazukić osservava l’occupazione con un piacere maligno, come un erede il cadavere di un antenato borioso.

Quelli che fino alla vigilia erano stati per lui dei vincoli, benché non se ne rendesse pienamente conto, erano ormai infranti. Non c’era più ordine, lo mantenevano con la forza degli stranieri, pistola mitragliatrice sul petto, sopracciglia incolori corrugate sotto l’elmetto. Non c’era più onore, la paura e la fame lo avevano cancellato. Non c’era più patriottismo, la vergogna se ne faceva beffe.
Belgrado, la metropoli sconosciuta, la capitale di cui parlavano i testi scolastici, la sede del re sul quale veniva invocata la benedizione divina nelle chiese tutte le domeniche, si stendeva davanti a lui come un enorme deposito di rifiuti.»

 

Author: calabuig

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