La lingua di Goli Taraghi

Nostalgia, separazione, perdita, esilio sono i temi che ricorrono nella letteratura di Goli Taraghi, da lei abilmente intrecciati in una lingua poetica e stringata, lirica e diretta, che riesce a descrivere tanto la liminalità dell’esule quanto la nostalgia per la giovinezza senza scadere in indulgenti autocommiserazioni, ma affermando la sua nuova identità di persona “in between”.

Goli Taraghi scrive sempre nella sua madrelingua, il persiano, nonostante abbia studiato negli Stati Uniti prima della Rivoluzione Islamica del 1978 e, soprattutto, trascorso molti anni in Francia, nel suo auto esilio del post Rivoluzione. E’ la lingua che ama, che sa plasmare per raccontare le sue incredibili storie che hanno sempre molti elementi di verità e in cui la leggono milioni di compatrioti tanto in patria quanto all’estero.

Pur pubblicando tutte le sue storie in Iran, Goli Taraghi non ricorre a tecniche di camouflage, non gioca a moscacieca con la censura, si esprime in modo diretto e semplice convinta che, come ha più volte pubblicamente affermato “la lingua è come una spada che ti difende”. Eppure, la sua lingua è intrisa di miti e simboli profondamente radicati nella storia e nella cultura iraniane della cui realtà essa fa partecipi i lettori sia narrandola in prima persona, sia, soprattutto, inserendo le esperienze e le opinioni degli altri personaggi intrecciate in un sapiente mosaico.

La prosa di Goli Taraghi è ritmata, i suoi dialoghi serrati, in ossequio alla tradizione letteraria persiana cui si riallaccia pure la sottile comicità che permea le situazioni più tragiche. E anche in questo equilibrio fra umorismo e tragedia Goli Taraghi si conferma figlia dell’Iran.

 

vanzanAnna Vanzan, iranista, islamologa e traduttrice dal persiano, ha introdotto in Italia la letteratura femminile dell’Iran contemporaneo.

Author: Anna Vanzan

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