La cameriera era nuova

“Quando incrocia vite impolverate, stropicciate, appena sussurrate, lì Dominique Fabre attinge ispirazione per le sue storie di luoghi della mentre che durano oltre il tempo.”

Le Monde

cover_def_camerieraTraduzione dal francese di Yasmina Melaouah
ISBN 9788899066024
96 pagine
€ 12.00

 

 

 

 

 

 
Asnières, alla periferia di Parigi. Pierre, cameriere di un bar accanto alla stazione, ama lo spettacolo della vita che si srotola davanti ai suoi occhi: i primi clienti arrivano la mattina presto, insonnoliti; una bella donna si ripara dalla pioggia sotto un ombrello rosso; uno studente legge Se questo è un uomo di Primo Levi. La cameriera si ammala, e una cameriera nuova arriva a sostituirla, proprio quando il matrimonio dei titolari del bar sembra franare. Mentre i rapporti si scompigliano e si riannodano, scorrono le ore sotto il cielo di Parigi, grigio e terso. Pierre partecipa a distanza delle vite degli altri, riflette sulla propria, accoglie la malinconia luminosa dell’autunno, e la lenta dolcezza della fine che si avvicina.
 

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jacaLibreria Jaca Book
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UN ESTRATTO

«La cameriera era nuova.
È arrivata dal sottopassaggio, con la sua andatura veloce e discreta sul marciapiede, senza tacchi e tuttavia alta come me. Cos’avrà avuto, una quarantina d’anni? Non sono cose che si chiedono a una signora. Sulle palpebre aveva una specie di trucco rosa carne e doveva averci messo un bel po’ a prepararsi. Non le ho guardato le scarpe come faccio di solito per avere un’idea, perché se come mi sembrava veniva da lontano era meglio lasciar perdere. E poi anch’io in un certo senso vengo da lontano, ogni tanto me lo dico, ma forse poi non è neanche vero. Il cielo era proprio grigio. In un bar come Le Cercle, quando il cielo è così grigio, sappiamo che ogni tanto a qualcosa siamo utili. Le gente entra per ripararsi dal maltempo, beve un bicchiere e poi prosegue per la sua strada, quando lei è arrivata il titolare stava fumandosi il sigarillo mattutino. Con lui avevo buoni rapporti, direi proprio di sì. Io sono quasi vicino alla pensione e lui in teoria è nel pieno degli anni, però ha problemi di colesterolo e altre magagne di salute. È già capitato anche a me di doverle prendere, le medicine che lascia in un angolo del bancone, vicino al registratore di cassa, eppure sono ancora qui. Ma lui doveva essere un po’ preoccupato, ed era nervoso. Sabrina non era venuta per tre giorni di fila e aveva mandato un certificato di malattia, si era presa una brutta influenza. Probabilmente la nuova si chiedeva se era questo il posto, e non sapevo se adesso entrava o tirava dritto, quel giorno il titolare era nel panico totale all’idea di affrontare un’altra volta il servizio del pranzo da solo con la moglie e con me, senza Sabrina, che poi è anche difficile trovare qualcuno che conosca bene il mestiere e possa fare una sostituzione all’ultimo momento.»

Author: calabuig

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