Il viaggio

“UN ROMANZO RICCO E SCINTILLANTE, CHE DÀ NUOVO VIGORE AL MODERNISMO LETTERARIO, E MOSTRA LA MANO DI UN MAESTRO.”

New York Times Book Review

il viaggioTraduzione dall’inglese di Ada Arduini
ISBN 9788899066055
174 pagine
€ 14.00

 

 

 

 

 

Il viaggio del titolo è il lungo tragitto in nave, dall’Europa all’Australia, di Frank Delage, fabbricante di pianoforti. Tra cielo e mare, nel tempo lento della traversata, Delage ripercorre, in un libero flusso di pensieri, la sua visita a Vienna e i tentativi, falliti, di lanciare il nuovo pianoforte da lui inventato. La città, i suoi alteri e sofisticati abitanti, le due donne, diversamente inafferrabili, di cui il protagonista si innamora, disegnano un altrove ostile e incantatore, dove danzano giochi di seduzione e dissimmetrie del destino.

 

Dov’è possibile acquistare il libro:

jacaLibreria Jaca Book
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UN ESTRATTO

«Aveva iniziato a piovere, Vienna si era rabbuiata ancora,
pareva il set de Il terzo uomo quando lui uscì con una lista di indirizzi e una cartina turistica e finì per farsi dare indicazioni da un commesso del negozio di Steinway & Sons, che uscì fin sulla strada e gli additò la direzione opposta: perfetta dimostrazione di eccessiva sicurezza. In ogni ufficio non riusciva ad arrivare oltre l’anticamera, dove lo lasciavano ad aspettare su sedie di legno di vario tipo, che scricchiolavano insieme a tutti i parquet di Vienna, per lui erano le giunture sgangherate del conservatorismo, insieme ai lampadari e alle lampade con i paralumi frangiati. In una delle scuole di musica, alzando lo sguardo al soffitto affrescato si chiese perché qualcuno avesse dipinto in ogni angolo un cherubino azzurro che suonava il corno (forse rappresentavano “la musica”?) e subito iniziò a domandarsi anche che cosa ci facesse lui lì a Vienna, in Europa. Poco lontano dall’albergo c’era il Cafè Griensteidl: mentre stuzzicava una fetta di strudel con la forchetta si mise ad analizzare il proprio scarso successo in quella città, o meglio a chiedersi se fosse tutta colpa sua, se ci fosse qualcosa nella sua personalità, nel suo modo di andarsene in giro vedendo le cose a metà. Che genere di impressione suscitava? Non avrebbe potuto dirlo con sicurezza. Gli europei hanno questa generale mancanza di simpatia, come se innumerevoli esperienze gravi li mantenessero un gradino al di sopra delle piccole cose, delle debolezze, creando una separazione sottilissima ma reale. Se non fosse stato per la sua energia innocente, una specie di candore davanti all’indifferenza, avrebbe potuto fare le valigie e tornare a casa.
Non poteva essere così difficile. Lo disse quasi a voce alta. È soltanto una città»

Author: calabuig

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