Il comandante dello zucchero

 

«PER FAR RIVIVERE LA MARTINICA AGRICOLA DEGLI ANNI TRENTA, ERANO NECESSARIE LA PASSIONE, LA MEMORIA E IL FRANCESE RINVIGORITO DI RAPHAËL CONFIANT.»

 

 

99_06617-8_cover_stampa_confiant_comandante_31102016-page-001-copiaTraduzione dal francese di Graziano Benelli

ISBN 9788899066178
304 pagine
€ 18.00

 

Il quinto romanzo in lingua francese di Confiant, al quale sono stati attribuiti diversi significativi premi letterari, è ambientato in Martinica nel 1936. Ha come protagonista il mulatto Firmin Léandor, a cui il proprietario (bianco) ha affidato la sorveglianza dei numerosi tagliatori di canna, esclusivamente neri e trattati quasi come schiavi, che lavorano presso le sue ricche piantagioni. Una pungente ironia pervade il libro, che presenta uno spaccato della società martinicana del tempo, dove il razzismo è presente non solo presso i bianchi, ma anche nella mentalità della gente di colore, che relega all’ultimo posto della scala sociale coloro che possiedono la pelle più scura.

 

Dov’è possibile acquistare il libro dal 24 novembre:

jacaLibreria Jaca Book
Via Frua 11, 20146 Milano (Lun/Ven 9,30-19,30)
Info: libreria@jacabook.it - Tel. 02.485615.20

Online: IBS, Amazon
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UN ESTRATTO

«Il primo dell’anno ci scambiamo semi di arancia dolce.
È per proteggerci contro la sfortuna e contro la iella, che perseguitano il negro da quando è stato costretto a vivere tra la canna da zucchero.
È anche un auspicio di felicità.
Il giorno dopo, al primo canto dell’uccello pipiri, si affilano i machete sulla mola per la grande sfida contro le orde capellute e verdi, la cui ingenuità trasportata dal vento è soltanto un inganno. Una presa in giro.
Poi ci si schianta la schiena durante tutti i cento giorni della raccolta. E cioè gennaio, giallo di rancore, disseminato delle prime spine della stagione torrida. Febbraio, timida mangusta, che talvolta esplode con improvvisi scrosci di pioggia. Marzo, indeciso e torrido, che passa oscillando come un sogno sempre in piedi e
alla fine di tutto
l’inizio di aprile, ammaliante!.»

Author: calabuig

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