Golk

 

«È UN ROMANZO RICCO E MAGNIFICAMENTE CESELLATO, SCRITTO DA UN UOMO DI PROFONDA INTELLIGENZA.»

Norman Mailer

 

«SEMBRA ROTH E INVECE NO: È IL SUO MAESTRO.»

Livia Manera – La Lettura (Corriere della Sera)

 

 

0001 (19) - CopiaTraduzione dall’americano di Vincenzo Mantovani

ISBN  9788899066185
224 pagine
€ 20.00

 

Nell’America della metà del Novecento, che si rilassa davanti ai teleschermi dopo aver vinto la guerra europea, un uomo venuto dal nulla crea un programma che conquista milioni di spettatori, dandogli un potere quasi sconfinato. È la prima Candid Camera della storia, e il nome del suo inventore, Golk, entra nel lessico di ogni famiglia. Golk, aggettivo, verbo, nome proprio e comune. Golk, golkare, golkismo. Ma anche «golk» come l’inverso di «god»: dio. E proprio come un dio, lui, Golk, sopra ogni cosa; deciso a colpire i potenti e a soddisfare la propria sfrenata ambizione.
Completano una sconsacrata trinità i suoi due principali collaboratori: Hondorp, uno smidollato flâneur newyorkese vittima del fascino di Golk che illudendosi di prenderne il posto sarà coinvolto nella sua rovina; e Hendricks, una giovane donna assetata di esperienza che dopo i successi della crudele macchina golkiana tornerà al dorato ovile di un marito miliardario.
Nella sua profetica opera d’esordio, Richard Stern propone in chiave tragicomica molti dei temi di cui si è discusso per decenni e che continuano ancor oggi ad animare libri, giornali e talk show televisivi.

 

Dov’è possibile acquistare il libro dal 23 febbraio:

jacaLibreria Jaca Book
Via Frua 11, 20146 Milano (Lun/Ven 9,30-19,30)
Info: libreria@jacabook.it - Tel. 02.485615.20

Online: IBS, Amazon
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UN ESTRATTO

««Hondorp passò la prima parte del pomeriggio a palpare tappeti da diecimila dollari nell’oscura bottega di Surjibulagh Fils, Teheran, Parigi, Londra e New York.
“Dal momento che ho trascorso tante ore piacevoli nei vostri negozi francesi e persiani”, disse al rispettoso commesso, “ho pensato di venire a dare un’occhiatina alla versione di Madison Avenue prima di prendere impegni altrove”.
Il persiano sapeva che la filiale di Teheran era una fabbrica inaccessibile, ma accettò l’osservazione di Hondorp come una forma curiosa, e non spiacevole, di cortesia americana. Chiese persino notizie di Monsieur Tupkhaneh.
“L’ometto bruno dal sorriso amabile?” domandò Hondorp.
Anche il commesso sorrise amabilmente e passò a illustrare la meravigliosa vista della città che si gode dall’Elburz. Quel mattino, prima di uscire di casa, Hondorp aveva consultato la voce dell’Enciclopedia Britannica su Teheran, ma non riusciva a ricordare se l’Elburz era un monte, una fortezza o il fiume. In ogni modo, niente gli vietava di confermare che la vista era splendida, e infatti lo fece, poi chiese se il capolavoro ai suoi piedi era stato lavorato col nodo Senneh o Ghiordes. Il volto del commesso si illuminò di beatitudine, e l’uomo si lanciò in una descrizione delle due grandi scuole di tessitura dei tappeti, quasi senz’accorgersi di aver eluso una domanda difficile».»

Author: calabuig

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